Tecnologia

Tecnica di Proiezione:
Formati di Proiezione – Formati Audio – Digitale e Digitale 3D
Sicurezza Occhiali

D-Cinema

Dalla fine del 1800 la pellicola è stata il mezzo principe della diffusione di quella che venne subito definita “Settima Arte”, ovvero Il Cinema.
Oggi, più di cent’anni dopo, l’avanzare della tecnologia ha permesso di soppiantare il mezzo che era divenuto sinonimo stesso di “film” con la Proiezione Digitale Cinematografica.

Per D-Cinema, o Cinema Digitale, si intende una serie di standard che hanno lo scopo di poter proiettare contenuto digitale. Questi standard tengono conto di risoluzione, luminosità, contrasto e colorimetria dell’immagine in modo da avere come resa finale esattamente quello che il regista del film aveva in mente. Il tutto si ottiene grazie ad un sistema fatto da un server e un proiettore digitale.

I Formati di Proiezione

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Nel Cinema Digitale si distinguono solo 2 formati di proiezione (contro i 3 dei sistemi a pellicola 35mm) e sono FLAT e SCOPE. Entrambi i formati sono ottenuti dal proiettore digitale mediante l’uso di lenti zoom in grado di adattare la proiezione allo schermo con le giuste proporzioni (FLAT base 1,85 volte l’altezza – SCOPE base 2,39 volte l’altezza). Gli schermi della Lumière sono in formato SCOPE quindi un film FLAT lascierà due bande nere ai lati dello schermo mentre una proiezione SCOPE riempirà completamente l’area dello schermo.
Tuttavia, diversi formati possono essere “racchiusi” all’interno di questi 2 principali (ad esempio una parte in 4:3 potrà essere contenuta nel “contenitore” del FLAT).

I Formati Audio

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Parlare di “sistemi” audio nel cinema digitale non è corretto: l’audio di un film in formato digitale è, infatti, un insieme di tracce PCM (senza compressione), una per ogni canale. Tuttavia, solitamente, un film è codificato in 5.1 canali (centrale-sinistro-destro-surround sx- surround dx-subwoofer) ed è quindi indicato come “PCM 5.1” mentre, tutti i film che impiegano la configurazione 7.1 (centrale-sinistro-destro-surround sx- surround dx-surround posteriore sx-surround posteriore dx-subwoofer) sono denominati “Dolby Surround 7.1” essendo Dolby la società che ha utilizzato per la prima volta tale mix con il film “Toy Story 3” in collaborazione con Pixar.

Come funziona il D-Cinema

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Il formato di proiezione è di 2048×1080 pixel (denominato D-Cinema 2K), e l’immagine è composta sullo schermo mediante tre chip chiamati DMD (Digital Micromirror Device), ognuno per ogni colore base dell’immagine, prodotti dalla Texas Instruments. Ogni chip è costituito da più di 2,2 milioni di microspecchi (ogni microspecchio è grande più o meno un quarto della sezione di un capello umano), ognuno in grado di oscillare e creare l’immagine sullo schermo. La sorgente luminosa è una lampada allo Xenon della Osram, nel caso della Lumière la potenza è di 3.000 Watt ospitata all’interno di uno specchio dicroico (analogamente ai sistemi a 35mm) che converge la sua luce su un sistema di prismi. I prismi suddividono la luce bianca della lampada (la temperatura colore è prossima a quella della luce solare in una giornata serena) nei tre colori fondamentali, ovvero Rosso, Blu e Verde. I tre fasci di luce vengono quindi indirizzati al rispettivo DMD il quale, a seconda della frequenza di oscillazione dei microspecchi, crea congiuntamente agli altri 2 chip ogni singolo pixel proiettandolo attraverso l’obiettivo sullo schermo. Per raffreddare il sistema, viste le alte temperature provocate dai fasci di luce, vi è un sistema di areazione per la lampada e un sistema di raffreddamento a liquido per i chip DMD.
Nella figura qui sopra vi è l’immagine presa al microscopio di un singolo elemento di un DMD: la parte evidenziata in azzurro è la base del microspecchio vero e proprio, in giallo gli elementi di sostegno del microspecchio in grado di torcersi per consentirne il movimento e, colorati in rosso e verde i due “poli” che attirano elettricamente la base dando, di fatto, l’oscillazione

il D-Cinema 3D

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Cinema 3D: Grazie alla possibilità dell’impianto D-Cinema di proiettare un numero elevatissimo di fotogrammi al secondo è possibile, mediante l’uso di speciali occhiali, ottenere una proiezione in 3 dimensioni con un risultato imparagonabile rispetto ai sistemi sperimentati negli anni ’70 con la pellicola 35mm che davano luogo ad aberrazioni di colore dell’immagine finale. La Lumière utilizza l’esperienza e la professionalità di Dolby per il sistema di proiezione 3D. Il principio di funzionamento è semplice: in natura percepiamo la distanza degli oggetti perché i nostri occhi ricevono due immagini distinte dello stesso soggetto. E’ il classico esempio: poniamo un dito davanti ai nostri occhi: se lo guardiamo con un occhio avrà una posizione differente rispetto alla visione data dall’altro occhio. La differenza di posizione viene interpretata dal nostro cervello come una profondità. Sfruttando lo stesso principio, il Dolby 3D genera una serie di fotogrammi distinti per i due occhi, differenziati mediante un filtro che varia la lunghezza d’onda della luce; gli occhiali Dolby filtrano questa variazione restituendo ad ogni occhio il fotogramma a lui destinato. Per far si che l’alternanza dei fotogrammi sia il più naturale possibile, non bastano più i 24 fotogrammi al secondo classici della proiezione cinematografica. Ecco, allora, che il proiettore digitale moltiplica per 3 volte il numero di fotogrammi, proiettando sì 72 fotogrammi al secondo, ma per ogni occhio! In totale, ogni secondo vediamo ben 144 fotogrammi dando così un effetto di profondità fluido e realistico.

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Da dicembre 2012 entra nel gioco dei sistemi 3D anche il nuovo formato HFR che, sebbene si basi sullo stesso principio di funzionamento del 3D digitale, utilizza fin dalla fase di ripresa una camera in grado di riprendere ogni flusso di immagini a 48fps, quindi una proiezione a 96fps reali che vengono proiettati ad una frequenza di 192Hz per una nitidezza e una fluidità mai vista prima. Il bitrate dell’immagine arriva a 500Mbps. Questo sistema debutterà nel mondo con “Lo Hobbit – un viaggio inaspettato” di Peter Jackson.
L’evoluzione per le sale non è indolore: per poter permettere un flusso di 48 fotogrammi per occhio, infatti, la scheda che esegue la decodifica del film e invia i dati al proiettore dovrà essere non più alloggiata nel server ma dovrà essere interna al proiettore digitale. Dolby ha fatto esordire, di conseguenza, la nuova generazione di queste schede denominate “IMB – Internal Media Board” con la cat. 745. A novembre 2012 la Lumière ha installato (e ottenuto la certificazione HFR) sia il nuovo IMB Cat. 745 sia il server di nuova generazione Dolby DSS220, diventando una delle pochissime sale nel mondo che hanno proiettato la trilogia de “Lo Hobbit” in HFR.

L’effetto 3D del Cinema Digitale “simula” la reale profondità di campo, ma è solamente, appunto, una simulazione: gli occhi durante la visione tendono, infatti, a cercare il fuoco su piani diversi: tenendo a mente che tutte le immagini sono in realtà poste sullo stesso piano ed assistendo alla proiezione rilassati, l’eventuale effetto di affaticamento visivo si riduce sensibilmente (tenendo comunque conto che il soggetto a fuoco sullo schermo viene scelto dal regista in fase di ripresa) La visione stereoscopica si mantiene a qualsiasi angolazione rispetto allo schermo e con qualsiasi inclinazione della testa, più vicini si è allo schermo e maggiore sarà la sensazione di “immersione” nella scena.

Avvertenze: Gli occhiali Dolby 3D sono di proprietà del cinema e vengono ritirati alla fine della proiezione per essere lavati ed igienizzati da una speciale apparecchiatura; Gli spettatori sono responsabili degli occhiali durante la proiezione, e sono pregati di utilizzarli con la maggiore cura possibile: in caso di danno, infatti, saremo costretti a chiedere un rimborso di 40 Euro a copertura del costo dell’occhiale. Gli occhiali Dolby 3D vengono forniti esclusivamente per la visione in sala del film tridimensionale, ogni altro uso – compreso l’utilizzo in luogo aperto – è vietato. Gli occhiali 3D non filtrano i raggi ultravioletti della luce solare.

Tabella del Produttore degli occhiali 3D

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OCCHIALE 3D DOLBY
L’occhiale Dolby 3D è conforme alla direttiva 2001/95CE e non necessita di marchiatura CE in quanto non è dispositivo di protezione individuale. Prodotti per conto di e importati da: Dolby Laboratories, Inc. 100 Potreno Avenue, San Francisco, CA Sede europea: Wootton Bassett – Wiltshire SN48QJ – England

ISTRUZIONI PER L’USO:
Indossare gli occhiali Dolby 3D quando un cartello a schermo vi avviserà di indossarli (normalmente la pubblicità iniziale è in 2D).
Non toccare le lenti con le dita e non cercare di piegare gli occhiali.
Al termine della proiezione gli occhiali devono essere riconsegnati al personale di sala che provvederà all’igienizzazione degli stessi.

Procedura di igienizzazione degli occhiali:
Dopo ogni proiezione gli occhiali vengono lavati in una speciale lavatrice appositamente prodotta da:
MIELE Professional – Germania.

. Detergenti utilizzati durante le fasi di lavaggio:
– Detersivo specifico disinfettante distribuito direttamente dalla Miele
– Brillantante distribuito direttamente dalla Miele

formatoIgienizzazione degli occhiali Dolby 3D:
Dopo ogni utilizzo gli occhiali vengono lavati in una speciale macchina lavatrice prodotta dalla MIELE, questa disinfetta e pulisce a livello molecolare l’intera superficie dell’occhiale mediante apposito prodotto detergente.
L’asciugatura degli occhialini non è forzata ma è data dal solo sbalzo termico prodotto dalla macchina, per cui è possibile che restino delle “gocce” sulla superficie dovute al calcare residuo dell’acqua (comunque filtrata in origine).
Per garantire il massimo della sicurezza, inoltre, al momento della consegna finale allo spettatore gli occhiali vengono conservati nel contenitore MOVIE GALSSES 3D il quale, mediante una lampada germicida ad alta potenza UV-C, garantisce l’assoluta igiene degli stessi.